mercoledì, 01 luglio 2009

La presa della pastiglia
(dialogo rubato durante una cena con mia madre e mia zia)

-Devo prendere la mia mezza pastiglia contro il colesterolo.
-L’altra metà dalla a me.
-Cosa?
-Dammi la mezza pastiglia che ti avanza.
-Ma perché dovrei dartela?
-Perché me la sono dimenticata in camera e adesso non ho voglia di andare a prenderla. Poi te la restituisco.
-Ma sei sicura che le tue pastiglie siano uguali alle mie?
-Certo che sono uguali!
-Io non le ho mai viste le tue medicine, non vorrei che fossero diverse.
-Guarda, hai ragione di preoccuparti così tanto. Sì perché, non si sa mai, magari ti rendo un lassativo e ci tocca farti il funerale.

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categoria:diario, vacanze, dialoghi
venerdì, 26 giugno 2009

Setter bello

Passeggio nel paese di mare. Osservo gli oggetti nei piccoli giardini per indovinare le vite degli occupanti delle case. Una bambina coi codini mi lancia un saluto, le rispondo col sorriso di un ciao. Evito le chiazze d’ombra, procedo un po’ a zig zag sotto il sole, sulla strada battuta più che altro da biciclette. Una signora con la maglia verde frena di colpo, rovista nella borsa, col corpo chino sul manubrio comincia a parlare con calore dentro a un cellulare.
Seduto su una panchina c’è un signore canuto con un setter bello, il pelo bianco a chiazze nere. Non è il primo giorno che lo incrocio e mi scappa di attaccare bottone. E’ la solita storia, lo faccio spesso coi proprietari di cani.
Il signore cordiale mi racconta la storia del setter, l’ha trovato in un bosco, mezzo morto. Pesava sei chili - dice - praticamente il peso di una carcassa. Ha il terrore dei botti, forse un cacciatore l’ha abbandonato perché non era buono per l’attività venatoria. Bastardo cacciatore - osserva. Già. - Il cane più affettuoso del mondo - aggiunge.
Il setter bello salta su e giù dalla panchina, scodinzola, sfrega il muso contro il suo padrone. Gli dico:- Ha avuto fortuna a trovare lei, bell’animale. - Sì, bellissimo. Gli accarezza la schiena.
Penso banalmente che quando siamo vicini a qualcuno che amiamo non possiamo fare a meno di toccarlo, è impossibile fermare le mani. Si capisce da quello che amiamo qualcuno. Proseguo per la mia strada (che non è mia e non ha nemmeno una meta), ogni tanto mi fermo, accarezzo tutti i gatti accarezzabili. In giro non c’è molta gente, la stagione deve ancora incominciare.


(era come questo)

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categoria:diario, vacanze, animali, dialoghi, lidi ravennati
giovedì, 18 giugno 2009

Certezze

Fra un paio di giorni andrò al mare con mia madre e mia zia e sono perfettamente in grado di prevedere come trascorrerò la prossima settimana.
Riesco già a immaginare le proteste della mia scarna genitrice mentre cerco di rifilarle un maccherone in più dei sette che è disposta a mangiare: il cibo è per lei, da sempre, un’inutile sovrastruttura.
Vedo mia zia che si lamenta del malfunzionamento del televisore mentre tenta di accenderlo col cellulare di sua sorella. Oppure me la figuro di notte, mentre cercando il bagno entra nell’armadio dato che ha lasciato ostinatamente gli occhiali sul comodino.
Vedo anche gli sguardi di sufficienza che subirò quando proverò a proporre l’uso di creme solari, lozioni dopo sole e repellenti per le zanzare, e sì che gli insetti da quelle parti hanno le dimensioni di mezzi militari (però le liceali e i buontemponi non li caricano). Tra le loro incrollabili certezze le mie congiunte hanno la crema Glicemille. Come avveniva nel matrimonio grosso e grasso col Vetrix, usano quella per tutto; credo che la adoperino anche come lucido da scarpe, callifugo e antilumaca. Inevitabilmente si ustioneranno e ingrasseranno i tafani, ma in compenso le loro calzature saranno sfavillati.
Le battagliere nonne litigheranno parecchio e a forza di assistere al ping pong dei loro battibecchi finirò per assomigliare a un Kissinger in prendisole. Alla fine della vacanza però torneranno contente e diranno a mio fratello che si sono divertite moltissimo. Lui osserverà serafico:- E’ una fortuna che diventino così amabili quando vengono al mare con te.
Io lo perdonerò, ma solo per come sa prendersi cura dei miei gatti quando mi allontano da casa per qualche vacanza.

Vinicio_004
Vinicio assonnato

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venerdì, 12 giugno 2009

Sms

Mando un sms a Patrizia:
- Ciao, sono Cristina, quando passi a prendere le pagelle per mettere i voti di inglese?
Però chissà che numero ho messo in memoria e così mi arriva la risposta di un Asdrubale o un Saturnino:
-
Hai sbagliato.
Rispondo:
- Scusa e grazie di avermi avvisato.
Allora comincia una serie di:
- Ki 6? e Di dove 6?
Dal tipo di scrittura è più probabile che a digitare sia un Jonathan o forse un Mirko.
Sarei quasi tentata di rispondere:

- Ciao, sono la cieca di Sorrento. La settimana scorsa ho chiamato la macelleria e mi ha risposto il parroco. Ieri invece, pensando di salutare una zia di Cortona ho rivolto un garrulo “Ciaosonolacristina” a un carrozziere di Motta di Livenza.
Lui solo per pietà non mi ha risposto:- Epperchecazzo chiami me? E ha subito riattaccato.
Comunque, caro sconosciuto, hai valutato il fatto che potresti essere mio nipote?
Magari potrei farti sedere sulle mie ginocchia per raccontarti Pollicino, ma non so se apprezzeresti i pantaloni della tuta pieni di peli multicolor. La colpa è dei gatti, sia chiaro, ne ho un numero a dir poco inquietante.
Ho anche le mani che sanno di cipolla, ma, cosa vuoi, il soffritto ogni tanto bisogna pur farlo.
Ecco, guarda, se proprio sei disponibile, l’unica cosa di cui avrei bisogno in questo momento sono due braccia forti per spostare la libreria. Dietro credo che ci sia una colonia di ragni con la corporatura di Platinette, ma senza parrucca.
Se te la senti di fare l’uomo di fatica ho anche un piatto doccia da siliconare perché ho provato a telefonare all’idraulico, ma mi ha risposto la tabaccheria.
Dunque aspetto una tua risposta, ma prima controlla tra i tuoi attrezzi se hai un set di brugole buone per tutte le occasioni. E già che ci sei porta anche una chiave inglese.
Ma… e se per kaso fossi una psikopatika perikolosa e la usassi per darla in testa a te?

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categoria:diario, spiritosaggini, uomini
lunedì, 08 giugno 2009

Diario di una vacanza

In partenza per Ischia faccio i conti con i rimproveri di mia madre, ce l’ha con me perché lascio soli i buteleti (bambini, età 22 e 18!) e vado
in un posto pieno di inquinamento.
Hal intanto dice 9000 parolacce perché la valigia non si chiude, ma poi ci si siede sopra e la cerniera comincia a collaborare (è un metodo che funziona sempre). Mi chiede:- Si può sapere cosa ci hai messo dentro? E’ pesantissima!
Non gli rispondo, ma mentre esce dalla stanza trascinando il trolley-container gli propongo:- Se vuoi strappo un po’ di pagine dal tuo libro per alleggerirla.
Il diciottenne che sta per essere abbandonato fa finta di dormire nella camera attigua; appena usciremo comincerà a ballare la tarantella sul letto, lo so. La reazione comunque è comprensibile: noi obsoleti andiamo finalmente fuori dai maroni.

Cosa dire di Ischia: si scopre subito che i tassisti sono piuttosto esosi: dopo tre corse si finisce sul lastrico e tocca ipotecare qualcosa. La mia proposta di usare l’autobus come veicolo alternativo viene accolta con favore da tutti, solo l’amica L. appare contrariata. Per convincerla cito uno dei suoi detti preferiti: “I cojoni, el signor nol pol mia giutarli” (Gli sprovveduti il cielo fatica a favorirli) e a malincuore si adegua. Però tra Forio e Casamicciola un tizio le si struscia addosso e una robusta tedesca pesta il contenuto delle sue infradito. Ah, se soltanto avesse le scarpe antinfortunistiche che vende nel suo negozio! Potrebbe preservarsi lo smalto e prendere a calci negli stinchi l’idiota appiccicoso.
Da quel momento in poi chiamerà il resto della compagnia: “Quelli che hanno fatto il voto alla madonna di prendere l’autobus”.

La bella spiaggia dei Maronti merita di essere visitata, ma si fatica a impedire al bagnino di aprire l’ombrellone perché insiste col detto: ’A capa au frescu e ‘u cuorpu a sfranteca’.
Si mangia benissimo nel baracchino di Pasquale.
Sul lido di Ischia siamo attorniati da ragazzi chiassosi; un bagnante nervoso borbotta al loro indirizzo invece io li guardo in modo bonario come fossero miei ex alunni che hanno semplicemente cambiato modo di fare casino. Il giorno in cui reagirò in modo stizzito alla cagnara innocua di qualche ragazzo sarò davvero obsoleta e autorizzo chiunque mi incontri a togliermi di mezzo a badilate.

La vacanza scorre via tranquilla sotto il magnifico sole di Ischia e arriva il momento di ritornare a casa. Hal 9000 ricomincia a brontolare:
- Questa valigia è più pesante di quando siamo partiti!
- Sarà lo sporco che ha raccolto, dai.
Si sforza di rassegnarsi al suo destino. Io però preferisco avvisare l’amica L.:- Se viene in negozio a chiederti un badile digli che li hai finiti.

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categoria:mare, diario, vacanze, amici
mercoledì, 03 giugno 2009

Coco avant Chanel

Sono andata a vedere Coco avant Chanel, l’amore prima del mito e mi è piaciuto. La storia è raccontata in modo un po’ freddo, ma Audrey Tautou è perfetta per la parte: è capace di recitare da bellissima e da ranocchietta restando sempre la stessa.
Nella scena in cui Coco vede il mare per la prima volta mi sono commossa perché mi ha ricordato l’entusiasmo che provavo da piccola appena mettevo i piedi sulla sabbia davanti al rincorrersi delle onde. Ancora adesso, se sono molto triste o molto felice, il posto dove mi piace stare più di ogni altro è la riva del mare.
E’ un film da andare a vedere con le amiche, i fidanzati potrebbero trovarlo pesante.

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categoria:cinema
lunedì, 01 giugno 2009

Compagni di vita

- Sei single?
- No, vivo con Hal 9000.
- E chi sarebbe?
- Hai presente 2001 Odissea nello spazio? E’ quello che veglia i disgraziati ibernati sull’astronave. Veglia nel senso di… funebre perché li ha fatti fuori tutti e tre. Ma tanto, che sarà mai. Come si dice: morto un papa se ne fa un altro. E qua i papi spuntano come funghi.
- E fisicamente com'è?
- Eh, no, questo non te lo posso dire, è una questione di privacy! Guarda non se ne può veramente più di queste intrusioni nel privato della gente per bene, ecco.
- Scusa, non credevo fosse un segreto di stato.
- Ma certo che lo è. E’ come se io ti chiedessi se metti l’aglio nelle polpette alla mortadella. Sono scelte personali, su.
- Ah, se lo dici tu.
- Posso dirti solo che sto con uno che ha la mania di tenere il climatizzatore in modalità freezer.
- Povera.
- Proprio. Mi infilo la tuta da sci tutte le volte che vado sulla banchisa polare a rifare il letto. Naturalmente, appena si corica, lui lo disfa in un secondo agitandosi tra le lenzuola e invocando: Ti sei ricordata di comprare i ghiaccioli?
- E tu?
- Io non sono in grado di rispondere perché ho la mascella inchiodata da una paresi.



(I due gatti di casa mentre transitano in camera da letto)

 

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categoria:diario, animali, dialoghi
giovedì, 28 maggio 2009

Vinicio

Oggi ho toccato con mano la pochezza di tanta gente che infesta la scuola. Fa piuttosto male scoprire di essere surclassati da chi ha un uguale livello di preparazione e molti meno anni di esperienza rispetto a te. Specialmente se questo qualcuno ha sempre attinto abbondantemente ai tuoi elaborati e alle tue programmazioni. Chiedendoteli per piacere e dicendoti grazie, sia chiaro.
Ovviamente situazioni così non si verificano solo nella scuola, il mondo ne è zeppo marcio. E, chissà, può anche darsi che si lasci campo libero ad altri volontariamente. Si ama il proprio lavoro e ci si mette l’anima senza perdere tempo a cercare di conquistare piedistalli. Peccato però finire nella sgradevole posizione di raccogliere la polvere degli arrampicatori intenti a scalare i loro picchi di poco conto. Quando serve, e senza presunzione, il proprio valore andrebbe messo sul tavolo. Forse l’ho capito solo oggi.
Sono tornata da scuola con questi pensieri e con una certa amarezza, ma appena scesa dall’auto mi sono lasciata distrarre dal gattino nero che sta nel mio giardino da un paio di settimane. Ho anche cercato di avvicinarlo, ma senza successo. Però entrando in casa ho pensato:- Ci riuscirò - perché non mi arrendo facilmente.
Addomesticare un gatto non è sicuramente una grande impresa, ma è lo spirito che si mette nelle cose che conta, e contano anche quelle piccole. E lì mi sono accorta che il magone cominciava a sciogliersi.
Il mio parrucchiere dice che i gatti assorbono il negativo della vita, penso che abbia ragione. Forse questo cucciolo stasera si ritroverà con la pelliccia di un nero più intenso.

Vinicio

Vinicio
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categoria:riflessioni, vita, diario, gatti
domenica, 24 maggio 2009

Prova bikini

- Ho voglia di mare.
- Anch’io, ma spogliarsi sarà dura.
- Pensi alla spiaggia o hai un appuntamento con Brunetta?
- Per carità, piuttosto esco con Gollum. Penso alla prova bikini, la vedi questa chiazza viola sul braccio?
- Bella, ha le dimensioni della Corsica. Comunque è giallo-verde, sta andando via.
- Sai che consolazione. E poi, guarda, scendendo dell’auto mi sono chiusa una caviglia nella portiera. Ogni volta metto giù un piede e scatta la tagliola, ancora un paio di colpi e al posto del polpaccio avrò una sogliola.
- Invece del Lasonil ci metterai il prezzemolo.
- E i segni che mi lascia Bubino senza travestirsi da Zorro? Stamattina mi ha artigliato un piede attraverso il lenzuolo e gli ho urlato: “Non ho il piumone!”. Mi ha fissato perplesso con l’aria di pensare: “Cazzo te ne fai del piumone con 30 gradi?”.
- Dai, non ci farà caso nessuno.
- Forse no, ma il mio colorito? Sono bianca, diafana, smunta. Vedendomi sdraiata sul lettino i vicini di ombrellone potrebbero chiedersi: che ci fa qui al Bagno Ginestra un cadavere di CSI?

Lotte sopra il letto aprile2009

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categoria:mare, diario, animali, dialoghi
lunedì, 18 maggio 2009

Alien vs Predator

Ieri sera ho visto Alien vs Predator. Ecco la trama: Predator sta in Colorado ed è incazzato a morte con Alien dato che gli ha prestato il phon e quello non gliel’ha più restituito. Allora si aggira per i boschi con una parrucca fatta coi tubi flessibili della doccia e smette di tagliarsi le unghie per grattarsi meglio il testone pieno di forfora. E adesso cosa se ne farà dei due litri di shampoo alla mela cotogna che ha comprato in offerta speciale al LIDL?
Alien intanto se la ride a modo suo con le tre dentiere semoventi. In realtà c’è poco da ridere, il suo fascino è ai minimi storici perché in farmacia hanno finito l’Algasiv e sbava peggio di un labrador.
I due sfigati e impresentabili bestioni si limitano così a uscire di notte e, per ingannare il tempo, succhiano alcuni malcapitati passanti come se fossero ostriche. Il limone però non lo mettono, purtroppo il fruttivendolo all’angolo è chiuso.

Cosa dire: il film è molto scontato; Alien è viscido e Predator è stronzo, ma a forza di vedere quanto sono cretini non fanno più paura (un po’ come succede con le ex fidanzate del compagno in carica).
Gli abitanti della cittadina americana intanto invocano l’intervento dell’esercito, ma incappano nel solito colonnello figliodibuonadonna.

A quel punto il gatto salta sul telecomando e appare la calzamaglia arancione dell’Idraulicoliquido (gel). Stufo di vedere idioti in abbigliamento ridicolo, il felino se ne va sdegnato. Io resto lì a sciropparmi anche la pubblicità del Carte d’or, poi mi decido ad andare a sparecchiare e gli avanzi della cena li avvolgo nella carta d’argent.
Dovrò proprio cercare qualche alunno disponibile a raccontarmi come è andato a finire il film.

postato da: Yzma alle ore 12:25 | Permalink | commenti (46)
categoria:recensioni, cinema, spiritosaggini